top of page

La classe 5A della scuola primaria dell’I.C. Tanzio da Varallo ha deciso di analizzare la figura e
l’arte di Lino Tosi, tramite l’archivio storico del Corriere Valsesiano, proprio in vista del concorso
ad esso legato. La scelta del personaggio è stata effettuata per legarsi al tema d'Istituto dell’anno
scolastico in corso denominato “Ogni voce conta: educare al dialogo ed al rispetto” dove viene
dato largo spazio alle diverse modalità di espressione di sè stessi, delle proprie emozioni e delle
proprie sensazioni e chi può aiutarci ad approfondire questo concetto se non un artista così vicino a
noi e così profondo nelle emozioni che ci trasmette?
Abbiamo quindi analizzato per bene il Corriere Valsesiano ed il suo archivio storico dove abbiamo
cercato i vari articoli che ci parlano del Tosi ed abbiamo estrapolato molte informazioni. Molto di
aiuto ci è stato Gianni Testa, suo nipote, che ci ha portato dei libri, dei video e delle foto per poter
osservare meglio le sue opere ed anche provare, con tutto rispetto per le sue mani d’oro, a
replicarle e se vogliamo anche un po’ a reinterpretarle. Ecco di seguito tutto il nostro lavoro che
speriamo sia di vostro gradimento!


LA NOSTRA BIBLIOGRAFIA
Tutte le informazioni sono state prese nei seguenti articoli che abbiamo trovato nell’archivio
storico del Corriere Valsesiano:
• “Un fante scultore” - 7 novembre 1942
• “Una personale di Tosi e Roncaglia” - 20 luglio 1962
• “Il suggestivo eremo del pittore Lino” - 1964
• “Un grigio inquieto tutto cela” - 2 gennaio 1987
• “Omaggio alla donna valsesiana” – 18 marzo 1988
• “Il pittore Lino Tosi" - 24 giugno 2005
• “Lino Tosi. Il senso dell’inquietudine. Quadri, sculture e fotografie di un grande artista
valsesiano” - venerdì 15 ottobre 2021
• “Venerdì prossimo inaugura a Ghemme la mostra del Maestro Lino Tosi” - 15 luglio 2023
Abbiamo osservato anche due libri:
• Percezioni del sacro, opere di Lino Tosi pubblicato nel 2010
• Il senso dell’inquietudine, quadri, sculture e fotografie di un grande artista valsesiano a cura
di Gianni Testa e Sandro Nebosi pubblicato nel 2021


LA VITA E LE VICESSITUDINI DI LINO TOSI
Lino Tosi è stato un grande scultore e pittore molto vicino a noi. Infatti è nato proprio a Varallo, il
3 settembre 1921. Possedeva un talento artistico fin dalla nascita che ha coltivato lungo il suo
percorso scolastico: entrò a quindici anni nella scuola d’incoraggiamento al disegno di Varallo, il
laboratorio Barolo, ancora presente oggi nel nostro paese; successivamente, grazie all’aiuto di
Paolo Manaresi, entrò nell’Accademia delle Belle Arti di Bologna ma, subito dopo, fu chiamato ad
andare in guerra. Cercò in ogni modo di tornare a casa: fu anche arrestato dai tedeschi, evase dal
carcere, si travestì da contadino, e dopo numerose vicessitudini diventò protagonista della
Resistenza Valsesiana. Collaborò con il partigiano Leo Colombo ed aiutò parecchi prigionieri
inglesi ad arrivare in Svizzera attraverso le nostre montagne. Entrò nelle file partigiane della
brigata “Strisciante Musati” di cui creò lo stemma che ora si trova nei locali del comune di
Varallo.
Dopo la guerra visse un periodo difficile dal punto di vista economico ma anche della sua salute,
ciò lo portò a realizzare opere rappresentanti mani ed alberi per trasmettere il suo senso di
preghiera, lavoro e sofferenza. Inoltre tornò a Bologna dove portò a termine gli studi
all’Accademia delle Belle Arti. Gli venne offerta anche la possibilità di diventare professore ma
lui rifiutò e preferì tornare a casa, a Varallo, dove insegnò presso la scuola Barolo.
Negli anni ‘60 acquistò l’antico eremo di San Pietro, che fin dal 1300 fu dimora degli antichi frati
domenicani. L’artista dedicò moltissimo tempo a ricercare capitelli, colonne, sassi del Mastallone
per ricostruire e rinnovare la recinzione della sua nuova dimora. Il giardino era letteralmente un
museo a cielo aperto perché, oltre ad un meraviglioso trionfo della natura ed alle fontane, lui aveva
collocato moltissime sue composizioni, ricavate da oggetti e materiali semplici e poveri oltre ai
cavalletti con i suoi dipinti. Un luogo così sicuramente aiutava l’ispirazione dell’artista. Lino ha
fatto rivivere l’antico eremo.
Nel 1987 venne colpito da un ictus che gli paralizzò la parte destra del corpo, costringendolo a
fermare la sua attività artistica per circa tre anni dopo i quali riprese a dipingere con la mano
sinistra realizzando opere dure e nodose che riflettevano la rigidità che aveva il suo corpo.
Venne a mancare improvvisamente per un malore il 18 giugno 2005.
Nel corso della sua vita sono state allestite molte mostre sulle sue opere e ciò è continuato anche
dopo la sua morte grazie a chi gli ha voluto bene ed anche grazie a chi apprezza e riconosce il
valore delle sue opere. L’ultima mostra è stata allestita nel 2023. Inoltre, in Viale Cesare Battisti
gli è stato dedicato uno spazio pubblico come riconoscimento e ricordo del suo valore artistico.
Infine dobbiamo stare molto attenti quando vediamo delle opere d’arte in Valsesia perchè
probabilmente siamo già stati molto vicini ai suoi dipinti o alle sue sculture senza rendercene
conto! Lino è rimasto tra di noi!


LE OPERE DI LINO TOSI
Il Tosi ha realizzato molte opere, di diverso tipo, con diverse tecniche, di diversi materiali e
raffiguranti moltissimi personaggi, emozioni, valori diversi. Infatti ha realizzato opere di scultura e
pittura: le sculture sono state realizzate in gesso, in bronzo, in pietra e in legno. Le opere di pittura
invece sono state realizzate con acquarelli ed olio su tela. Nelle sue opere sono spesso
rappresentati luoghi di Varallo ed anche luoghi sacri e naturali, soprattutto quelli a lui cari, oppure
rappresenta persone che esprimono sofferenza, tristezza o tocca temi profondi come la vita e la
morte, la fame nel mondo e tutto ciò che è scaturito dalla sua storia personale, anche legata alla
guerra. Spesso rappresenta piedi nudi e mani molto grosse per segnalare l’operosità e la fatica
della vita in montagna così come per la donna valsesiana, raffigurata con costume tipico, per
omaggiare alla sua operosità, alla sua maternità ed al personaggio montanaro.
Tra le tantissime opere che abbiamo visto, ne abbiamo scelte alcune tra le più semplici per noi e
abbiamo provato a metterci nei suoi panni e a replicarle! Ci siamo lasciati trasportare dal suo modo
di vedere le sue opere dal punto di vista altrui cioè lasciando le interpretazioni a coloro che ne
percepivano l’energia interiore, in questo caso la nostra! Eccole di seguito! Per ognuna di loro
presentiamo prima la nostra versione mentre a fianco, a destra, quella originale del Tosi. Sotto alle
immagini troverete invece una semplice scheda tecnica con la nostra analisi dell’opera.

01 - Albero della vita.jpg

Titolo dell’opera L’albero della vita

Autore Lino Tosi

Periodo 2002

Tecnica Olio su tela

Colori Grigio, giallo senape, nero, marrone

Soggetto L’albero della vita

Descrizione Alcune persone che tendono le loro braccia rigide verso i rami dell’albero overso il cielo. Secondo noi il quadro potrebbe rappresentare una richiesta di aiuto.

Titolo dell’opera La fame nel mondo

 

Autore Lino Tosi

 

Periodo Fine anni 50

 

Tecnica Olio su tela

 

Colori Diverse tonalità del verde, marrone, rosa… tutti colori cupi.

 

Soggetto Mani ossute con ciotole

 

Descrizione Rappresenta molte braccia che si tendono verso il cibo per sfamarsi perchéera un momento molto difficile per gli esseri umani infatti tengono in manodelle ciotole vuote.

Titolo dell’opera Ponte del Busso

 

Autore Lino Tosi

 

Periodo 1948

 

Tecnica Acquarello su carta

 

Colori Varie tonalità di verde, marrone, arancione, grigio, blu, giallo, rosa, beige,bianco

 

Soggetto Un ponte

 

Descrizione Rappresenta un ponte storico di Varallo, l’acqua del torrente Mastallone chescorre al di sotto e degli alberi e cespugli. E’ ambientato di notte perché inalto si vede la Luna.

Titolo dell’opera Vicolo del Gallo a Varallo

 

Autore Lino Tosi

 

Periodo 1952

 

Tecnica Olio su tavola

 

Colori Giallo, verde acqua, rosa, blu notte, bianco, grigio, marrone, nero, porpora

 

Soggetto Contrada di Varallo

 

Descrizione Rappresenta alcune case colorate con un uomo seduto su una panca da soloe delle finestre, alcune aperte e altre chiuse, un arco che collega due case,delle porte. Per noi il dipinto rappresenta la solitudine.

Titolo dell’opera Madonna

 

Autore Lino Tosi

 

Periodo Anni 60

 

Tecnica Scultura in gesso

 

Colori Bianco con sfumature di grigio, giallo, marrone, questi ultimi dovutiprobabilmente all’età dell’opera

 

Soggetto Madonna

 

Descrizione Rappresenta la parte superiore del busto di una Madonna, per noi il suo viso potrebbe esprimere ansia, preoccupazione e dolore ma anche la sua fede ed il suo sacrificio spirituale.

Concludiamo il nostro lavoro con una citazione che ci è piaciuta ma che è piaciuta soprattutto alle nostremaestre:“Insegno per passione e per sentirmi vivo; l’attualità ha bisogno di essere narrata e interpretata e l’arte,nelle sue forme, ha i mezzi per farlo.”

 

Grazie Lino! Grazie Corriere Valsesiano!

 

 

Gli alunni e le alunne della classe 5 A, Saleem, Camilla, Francesco B, Francesco C, Bianca, Arianna,Chiara, Israe, Sophia, Gabriel, Rebecca, Tommaso, Adam, Anna, Estella, Giovanni, Matilde, Margaret,Giulia, Manuel, Andrea, Anouar con le loro maestre Daniela, Luisella e Francesca.

bottom of page